Lifting del seno: la mastopessi

Aggiornato il: 15 dic 2020

Le donne che hanno attraversato una o più gravidanze o che hanno avuto frequenti oscillazioni di peso notano una perdita di turgore del seno, che appare svuotato o cadente, diventando causa di disagio.

Il seno continua ad essere l’elemento centrale del corpo femminile che più di tutti assume un forte valore estetico e simbolico nella psicologia della donna, ed anche per questo motivo gli interventi di chirurgia plastica del seno si confermano tra i primi posti.

Che cos'è la #mastopessi?

Il suffisso “pessi” in chirurgia indica un tessuto che deve essere risollevato nella sua posizione corretta. Mentre “masto” indica che la parte anatomica interessata è il seno o la mammella. Questo ci fa subito capire che l’obiettivo della mastopessi è quello di sollevare e riposizionare il seno, per questo viene spesso definito anche lifting del seno.


Per eseguire questo intervento il chirurgo dovrà rimuovere la pelle in eccesso o smagliata e stirata che si può formare dopo una gravidanza, dopo l’allattamento, dopo alterazioni del peso o semplicemente per via dell’invecchiamento. Questa condizione di rilassamento e svuotamento del seno viene chiamata in medicina ptosi mammaria.


A seconda dei risultati che la paziente desidera ottenere, l’intervento può essere eseguito anche in abbinamento a una protesi, realizzando quindi una mastopessi additiva.



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mastopessi risultato a 7 giorni dall'intervento

Chi può fare un'operazione di mastopessi?

La mastopessi può essere eseguita su pazienti che abbiano raggiunto la maggiore età, in buono stato di salute e che al momento dell’operazione non stiano allattando o aspettando un bambino. In base ai dati raccolti durante la prima consulenza il chirurgo stabilirà se la paziente potrà sottoporsi o meno all'intervento. In generale, non viene consigliato in caso di presenza di patologie gravi a carico del sistema cardiovascolare o in persone con problemi di coagulazione o ipertensione. Nel caso in cui la paziente desiderasse eseguire una mastopessi, ma non ha ancora avuto gravidanze, si consiglia di rimandare l’intervento dopo il parto e dopo aver terminato di allattare.


L’intervento è indicato in caso di:

  • ptosi mammaria

  • asimmetria

  • capezzoli o areole allungati o cadenti


La caduta del seno chiamata ptosi mammaria è riconducibile a diverse cause

  • numero di gravidanze

  • sovrappeso

  • variazioni di peso

  • seno di volume elevato

  • menopausa

  • fumo di sigaretta


Inoltre esistono tre gradi di ptosi mammaria:

  • primo grado: il seno appare lievemente svuotato, con il capezzolo e l’areola al di sopra della linea del solco mammario.

  • secondo grado: lo svuotamento comincia a essere più evidente, e il capezzolo e l‘areola si trovano allo stesso livello del solco mammario.

  • terzo grado: grave perdita di volume della mammella, il capezzolo e l’areola si trovano oltre il solco mammario.


Come si svolge la mastopessi?

La procedura ha una durata di circa 3 ore e viene eseguita in sedazione profonda. A seconda della tecnica e delle condizioni di partenza della paziente il chirurgo deciderà se svolgere l’intervento in regime ambulatoriale o di ricovero.

Le incisioni possono essere eseguite seguendo 3 tecniche diverse:

  • incisione periareolare o round block segue il perimetro dell'areola ed è indicata per i casi di cedimento molto lieve. Utilizzata spesso in combinazione con l’inserimento di protesi.

  • incisione verticale si esegue seguendo il perimetro dell'areola e prosegue poi verticalmente verso il basso e verso il solco mammario, è consigliata per le pazienti con un grado moderato di ptosi o cedimento.

  • incisione ad ancora consigliata nelle pazienti che presentano un grado importante di rilassamento, che non può essere corretto in misura soddisfacente con altre incisioni meno invasive. Questa è la tecnica più utilizzata, perché è la più tradizionale ed efficace anche in caso di riduzione del seno.


Il post operatorio della mastopessi

Nella mastopessi senza protesi il dolore percepito dalla paziente è minimo, dal momento che l’operazione coinvolge soltanto il rimodellamento di tessuti superficiali, ovvero la pelle, l’adipe e la ghiandola. Nella mastopessi con protesi, invece, si potrebbe avvertire un senso di fastidio o tensione a livello del petto, a causa dell’inserimento di protesi di vario volume. In questo caso verranno prescritti dei farmaci analgesici per il controllo del dolore.


Generalmente durante il post operatorio si dovrà indossare un reggiseno contenitivo per circa un mese, ma la convalescenza è generalmente breve, infatti la paziente potrà riprendere a lavorare dopo 1 settimana e dovrà evitare gli sforzi per almeno un mese. Nel caso in cui fosse necessario applicare dei drenaggi, questi verranno rimossi a 48h dopo l’intervento. Infine, si consiglia di non dormire con la pancia rivolta verso il basso per non spostare le protesi o danneggiare il risultato.


Risultati della mastopessi

Il risultato finale e la nuova forma definitiva del seno non sono immediatamente apprezzabili, ma sarà necessario far trascorrere un periodo di assestamento perché il seno assuma maggiore naturalezza e le cicatrici sbiadiscano.

Le cicatrici all’inizio avranno un colore tendente al rosso o rosa e si attenueranno in maniera progressiva nel corso dei mesi. Per evitare che le cicatrici non guariscano correttamente è fondamentale non esporle al sole fino alla loro completa guarigione e applicare una protezione solare completa.

Per quanto si tratti di un’operazione che offre un risultato duraturo, fattori come invecchiamento, gravidanze e aumenti o perdite di peso potrebbero alterare la forma del seno nel corso degli anni. L’inserimento di protesi, generalmente, offre risultati più stabili nel tempo.



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mastopessi risultato a 1 mese dall'intervento


Rischi e complicanze della mastopessi

La mastopessi, deve essere eseguita da chirurghi esperti che sappiano come evitare l’insorgere di rischi e complicanze

Tra gli effetti collaterali e rischi collegati con la mastopessi

  • infezioni

  • cicatrici ipertrofiche

  • sofferenza cutanea

  • necrosi cutanea

  • asimmetria dei capezzoli

  • anomalie transitorie o permanenti della sensibilità


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mastopessi riduttiva a 7 giorni dall'intervento

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